Film online, dall’America si prepara la rivoluzione

 

L’anticipazione del Wall Street Journal sembra aprire nuovi fronti del mercato dello streaming di cinema e tv: le grandi case produttrici sembrano intenzionate a dimezzare i tempi tra l’uscita di un film in sala e quella per il mercato della distribuzione digitale. Ecco cosa potrebbe significare per l’intero comparto.

Il più grande nemico del cinema continua a essere la pirateria: se fino a un decennio fa questa prendeva la forma di dvd messi illecitamente in commercio al momento dell’uscita di un film in sala, oggi il fenomeno si è spostato soprattutto sul web, dove continuano a esistere decine di siti che propongono lo streaming illegale, spesso a qualità più che ridotta e poco piacevole per lo sguardo.

Il nemico pirata. In generale, secondo gli ultimi dati sul mercato nel corso del 2016 ci sono state qualcosa come 191 miliardi di visite a siti pirata, al ritmo di circa 500 mila al giorno; eppure, questi numeri impressionanti sono in forte calo rispetto al passato, come si nota paragonando i valori dei primi 6 mesi del 2016 con quelli del secondo semestre.

Lo streaming nel nostro Paese. Un primo cambio di abitudine si è avuto anche in Italia grazie all’approdo degli operatori digitali, come Netflix e Now Tv, che hanno reso disponibili pacchetti di film da vedere grazie a una connessione internet a prezzi tutto sommato accessibili, ma la platea dei player di questo comparto è particolarmente vivace: in questa infografica realizzata dal portale Screenweek ad esempio sono ben descritte le varie aziende attive nel mondo dei film on line e, più in generale, dello streaming anche televisivo, come Amazon Prime, Mediaset Premium Play o Timvision.

Le mosse degli operatori telefonici. Nel nostro Paese, in particolare, la partita sembra interessare soprattutto gli operatori telefonici: se, come detto, Tim è stata tra i primi a proporre questi servizi di intrattenimento, a breve potrebbe essere il turno della Wind 3 e della Fastweb, ma intanto è arrivata anche una offerta di Vodafone, che mette a disposizione dei suoi clienti una piattaforma attraverso cui accedere a Sky, Chili e Netflix. Secondo gli esperti, i telefonici hanno forte interesse a spingere sui contenuti tv per incentivare gli abbonamenti in fibra ottica, che per ora continuano a non decollare nel nostro Paese.

Le major cambiano strategia. È invece ovviamente diversa la situazione negli Stati Uniti, dove invece la diffusione dei servizi streaming è un fatto più che quotidiano. Al punto che le grandi major dell’industria cinematografica a stelle e strisce sembrano intenzionate a muovere un passo verso il digitale, cambiando in modo profondo il proprio modello di business. Secondo le anticipazioni del Wall Street Journal, infatti, potrebbe essere dimezzata l’attesa tra l’uscita di un film in sala e il suo lancio online.

Dimezzare l’attesa. Al momento, i cinema godono di una esclusiva che dura all’incirca 90 giorni (ma in Italia per tradizione si arriva a oltre cento), durante i quali non vengono promossi né dvd ufficiali né ovviamente lo streaming: a breve, però, il tempo si potrebbe ridurre a 45 giorni, secondo le mosse su cui stanno ragionando Warner Bros, 20th Century Fox e Universal per cercare di restare competitivi con le offerte dei player come Netflix e Amazon, che stanno esordendo con successo nel mondo della cinematografia, come testimonia le due statuetta dell’Oscar vinte da Manchester By the Sea, prodotto proprio dal colosso di Jeff Bezos.

Come funzionerà la distribuzione. Nelle intenzioni delle major, il film destinato al mercato on demand sarebbe distribuito in streaming a un prezzo più alto rispetto ai prodotti più “vecchi”, ovvero tra i 30 e i 50 dollari, e parte di questo incasso servirebbe in particolare compensare i distributori tradizionali. Non resta che attendere per capire se questa rivoluzione sarà davvero attuata.

 

Anna Capuano

Redazione ilmondoinformatico.it Autore

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