Sigarette al mentolo più dannose delle normali secondo studio USA

Studio USA mette sotto accusa le sigarette al mentolo. Mentre in Italia si dibatte sui potenziali rischi derivati dall’uso delle sigarette elettroniche in confronto alle normali “bionde”, i risultati di una ricerca statunitense aprono un nuovo dibattito sui danni derivati dal fumo.
Danni che possono andare dalla malattie cardiovascolari alle patologie respiratorie, fino a quelle ormai note come le forme tumorali polmonari e della laringe. Tra le possibili ripercussioni dell’uso di sigarette si è di recente visto come pesante sia l’effetto di invecchiamento che il fumo ha sulla pelle.
Lo studio delle differenti caratteristiche delle sigarette elettroniche rispetto alle normali “bionde” lascia per una volta il posto a uno studio che guarda in maniera più specifica all’interno del panorama delle seconde. La variante al mentolosarebbe oggetto di attenta analisi da parte della Food and Drug Administration(FDA) statunitense per via dei suoi effetti nocivi stimati come superiori alle versioni “classiche”.
Le sigarette al mentolo vengono in particolare accusate di favorire l’inizio della dipendenza dal loro fumo rendendo allo stesso tempo più difficile la fase di chiusura. L’aroma di menta renderebbe in particolare meno aspro e acre il fumo respirato, con un effetto nocivo meno evidente per il fumatore secondo quanto riportato nello studio preliminare della FDA.
Il nuovo dibattito si è già aperto oltreoceano, dove si ipotizza una messa al bando delle sigarette al mentolo o comunque una legislazione più ferrea rispetto alle norme vigenti. Ipotesi verso la quale già si sono scagliate le lobby del tabacco, ma che spesso rappresenta una delle leve più efficaci per liberare le persone dalla schiavitù/vizio del fumo.

Sigarette e abbronzatura invecchiano 11 volte prima la pelle

Sigarette e abbronzatura invecchiano le pelle fino a 11 volte più del normale. Basterebbero poche “bionde” e due ore di esposizione solare ogni giorno per un anno per causare un precoce quanto marcato invecchiamento della pelle. A sostenerlo uno studio condotto dalla University of California School of Medicine e pubblicato sulla rivista Cosmetic & Toiletries Science Applied.
Gli effetti delle sigarette in particolare influenzerebbero lo sviluppo delle rughe in maniera tale da causarne un aumento equivalente a 10 anni per ogni anno di fumo, dato considerato sulla base di un consumo di circa 3 pacchetti al mese. L’esposizione prolungata ai raggi del sole e il fumo non influenzerebbero solo il maggiore o minore insorgere di rughe, ma anche la stessa luminosità delle pelle, la colorazione e la sua morbidezza.
o studio è stato condotto analizzando le differenti risposte della pelle in soggetti gemelli (monozigoti ed eterozigoti). Dalle analisi è risultato ad esempio come l’invecchiamento della cute fosse proporzionale al numero di sigarette fumate. A sottolinearlo il Dr. Howard Maibach, dermatologo presso l’istituto californiano, che parla di una vera e propria “smoking face” (faccia da fumatore).
Effetti che però gli esperti affermano siano reversibili. I fumatori che decidano di smettere con le sigarette vedranno la propria pelle come ringiovanita nell’arco di circa 9 mesi, con la stessa che riacquisterà un colorito migliore e maggiore elasticità e tono. Un tornare indietro nel tempo che potrebbe consentire di recupare fino a tredici anni di “giovinezza cutanea” perduta.