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Le Guide: Guida: Alla scoperta della cache

Le guide In informatica, la cache (dal termine francese caché che significa nascosto) è un insieme di dati che viene memorizzato in una posizione temporanea, dalla quale possa essere recuperato velocemente su richiesta. Le parole chiave sono "temporanea" e "velocemente": in pratica, questo significa che non c'è nessuna certezza che i dati si trovino nella cache, ma che convenga comunque fare un tentativo per verificarne l'eventuale esistenza.
L'origine del nome deriva appunto dal fatto che la memoria cache ed il suo utilizzo sono trasparenti al programmatore, quindi "nascosti" allo stesso.
Postato da matteogrillo il Sabato, 31 gennaio @ 09:50:23 CET (637 letture)
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Le Guide: WINDOWS 7 Parte 5: Tools e Device Stage

Le guide Eccoci giunti alla 5 e ultima parte del nostro primo viaggio all'interno di Windows 7,il nuovo sistema opertativo di casa Microsoft.

Oggi vedremo assieme quelli che sono i tool di base inseriti all'interno di win7.

Sicuramente c'è ancora molta strada da fare in questo senso però i progressi da Visto si fanno comunque intravedere.
Postato da il_Gian il Martedì, 20 gennaio @ 20:23:47 CET (656 letture)
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Le Guide: WINDOWS 7 Parte 4: gestione delle reti

Le guide Nella quarta parte della nostra guida impareremo come in windows 7 possiamo creare e gestire le reti,e scopriremo che è molto semplice.

Al contrario di Xp e Vista, in windows 7 è presente una funzionalità chiamata HomeGroup , praticamente un wizard che permette di scegliere le cartelle,le stampanti e tutto ciò che si vuole condividere, alla fine viene generata una password che permetterà a tutti gli user dell’HomeGroup di accedere alle risorse condivise.
Postato da il_Gian il Lunedì, 19 gennaio @ 16:30:35 CET (743 letture)
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Le Guide: WINDOWS 7 Parte 3: gestione file e UAC

Le guide Nella terza parte della nostra guida vediamo come in windows 7 possiamo gestire i file, al posto delle cartelle sono state implementate le librerie.

Queste sono delle cartelle virtuali composte dal contenuto di una o più cartelle reali. Sono presenti 5 librerie predefinite: Documents, Pictures, Music, Downloads e Video.

L’elenco delle librerie compare nella barra laterale sinistra della finestra, ovviamente è possibile aggiungerne e personalizzarle come meglio si crede.
Postato da il_Gian il Domenica, 18 gennaio @ 17:57:28 CET (640 letture)
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Le Guide: WINDOWS 7 Parte 2: interfaccia

Le guide Nella seconda parte del nostro viaggio/guida all'interno di Windows 7 di Microsoft andremo a vedere insieme quella che è la nuova interfaccia grafica.

Potremo vedere come sarà possibile interagire col nuovo sistema operativo,scopriremo anche le nuove funzioni e i vari "gadget".
Postato da il_Gian il Domenica, 18 gennaio @ 14:09:26 CET (769 letture)
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Le Guide: WINDOWS 7 Parte 1: caratteristiche e installazione

Le guide Da oggi il mondoinformatico.it vi propone una prima recensione sul nuovo sistema operativo di casa Microsoft ovvero Windows 7.

Lo stesso stesso Steve Ballmer (Ceo of Microsoft) lo ha definito "un Vista molto molto migliorato" e noi tutti lo speriamo vivamente.

Bene vediamo insieme se il mitico Steve ha ragione o no...
Postato da il_Gian il Sabato, 17 gennaio @ 21:01:53 CET (684 letture)
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Le Guide: Hdtv caratteristiche e prospettive per il futuro

Le guide

La televisione in alta definizione, in sigla HDTV (acronimo dell'analogo termine inglese High Definition TeleVision), o anche semplicemente alta definizione, è la televisione con video di qualità significativamente superiore a quello degli standard televisivi analogici maggiormente diffusi nel mondo nella seconda metà del XX secolo e ancora oggi molto diffusi, standard televisivi che rientrano nella SDTV. È in altre parole un termine che sta ad indicare genericamente un livello qualitativo dell'immagine televisiva.

A differenza della SDTV, in cui l'aspect ratio è sia nel tradizionale formato 4:3 che in quello widescreen 16:9, l'alta definizione ha come aspect ratio standard il 16:9.

Se la realizzazione tecnica (produzione del contenuto, encoding digitale, trasmissione, ricevitore, display) non lo impedisce, HDTV ha il potenziale di permettere un livello qualitativo più elevato di quello attualmente in uso.

Caratteristiche tecniche: 

Un fotogramma video tradizionale nel sistema PAL è composto da 625 linee, di cui quelle dedicate all'informazione video vera e propria sono circa 576. La risoluzione orizzontale del fotogramma non è applicabile in termini di pixel al video analogico, dove ogni riga è composta da un segnale modulato analogico, quindi continuo, ma la sua risoluzione è in funzione della frequenza di trasmissione di questo segnale; più la banda sarà ampia, più informazioni si possono trasmettere in ciascuna linea. Un segnale di qualità adatto alla trasmissione ha una banda di 5 MHz, sufficienti per risolvere circa 400 linee. Questo è il massimo teorico che può essere trasmesso con la codifica PAL, anche se la qualità ottenibile realmente è inferiore. Se la sorgente è digitale, lo standard di campionamento prevede invece 720 pixel sull'asse orizzontale.

Formati video

La tecnologia HDTV comprende quattro formati video, che differiscono sia per la risoluzione effettiva che per le modalità di scansione dell'immagine.

  • Il formato HR.HDTV (Half Resolution High Definition TV) è di 960x540 ovvero la metà della definizione FULL HD (vedi sotto) usato da alcune emittenti televisive per trasmissioni TV dato il buon compromesso risoluzione/banda richiesta. Inoltre essendo comunque un formato 16:9 l'upscaling su televisori FULL HD o HD READY avviene senza distorsioni.
  • Il formato 720p, comunemente chiamato HD READY (i televisori che lo supportano riportano il logo HD ready, cioè "pronto per l'alta definizione"), presenta una risoluzione complessiva di almeno 921.600 pixel (1280×720) con scansione progressiva, ovvero per ciascun ciclo di trasmissione di un fotogramma (50 o 60 Hz a seconda dei Paesi) viene trasmesso l'intero quadro dell'immagine. Ogni aggiornamento coinvolge tutte le 720 linee e i 921.600 pixel dello schermo. Nel caso di schermo al plasma con pixel non-quadrati è HD READY anche la risoluzione complessiva di 786.423 pixel (1024x768).
  • Il formato 1080i, presenta una risoluzione complessiva di 2.073.600 pixel (1920×1080) con scansione interlacciata, ovvero per ciascun ciclo viene trasmesso un semiquadro formato alternativamente dalle sole linee pari o dispari dell'immagine. Quindi ogni aggiornamento coinvolge 540 righe e 1.036.800 pixel.
  • Il formato 1080p, comunemente ed erroneamente chiamato FULL HD, è il più recente dei tre ed equivale alla versione con scansione progressiva del 1080i, per cui ogni aggiornamento coinvolge tutte le 1080 linee e i 2.073.600 di pixel dello schermo, ma di solito è a 24Fps, la velocità della pellicola cinematografica.

Sono previsti formati 1080p a 50 e 60 Fps, ma attualmente non sono di uso pratico, solo alcune telecamere e registratori possono riprendere e registrare così tanti dati.

Va evidenziato che, per loro stessa natura, gli schermi LCD e plasma visualizzano comunque qualunque segnale video in modalità progressiva, sia che originariamente sia interlacciato, sia che sia già progressivo.

Confronto tra i vari formati video

Confronto tra i vari formati video

Per confronto, nelle riprese cinematografiche si gira a 24 fotogrammi al secondo (in pellicola) con l'utilizzo di un otturatore a due pale che, con una frequenza doppia di 48 cicli al secondo, in proiezione copre le interlinee e i passaggi tra un fotogramma e l'altro. Le telecamere di ripresa elettroniche (o quelle digitali) invece hanno cicli di 25 fotogrammi al secondo. Le emittenti televisive tradizionali trasmettono in scansione interlacciata 25 fotogrammi al secondo per il sistema PAL e 30 per il sistema NTSC, quest'ultimo ha una risoluzione inferiore al precedente.

La qualità relativa dei due formati HD ready è legata, oltre che a considerazioni soggettive (preferenza verso una maggiore stabilità dell'immagine o verso una maggiore risoluzione), ai contenuti del segnale trasmesso. Le scene con movimenti più rapidi e frequenti possono beneficiare della maggiore rapidità di aggiornamento del formato 720p, mentre le scene statiche possono trarre vantaggio dalla maggiore ricchezza di dettagli del formato 1080i. Di fatto il sistema progressivo elimina i difetti di fermo immagine soprattutto durante la fase di montaggio.

La definizione dei programmi HDTV è circa 4 volte superiore a quella del formato DVD e nonostante la buona efficienza di compressione offerta dall'MPEG-4, lo spazio richiesto per la loro archiviazione è comunque rilevante. Per quanto la prossima generazione di supporti Blu-ray o HD DVD offrano una capacità che può arrivare a 50 GB e oltre, questa sarebbe appena sufficiente per 2 ore di filmato ad alta definizione con la codifica DVD. D'altra parte, l'uso di codec avanzati quali H.264 (MPEG-4 Part 10) consentirà la trasmissione della qualità piena con bitrate abbastanza bassi, fino a scendere agli 8 Mbit di banda passante disponibile sui ricevitori DTT. Questi codec vengono utilizzati anche dai lettori HD DVD e Blu-ray per abbassare la banda passante richiesta permettendo la memorizzazione fino a 8 ore di video su supporti Blu-ray a più strati.

A partire dai primi mesi del 2006 sono presenti sul mercato televisori in grado di supportare il formato 1080p (Full HD con scansione progressiva).

Confronto dei particolari

A parità di altezza dello schermo, i sistemi ad alta definizione offrono una qualità nettamente superiore per via della dimensione dei pixel nettamente inferiore, come si può notare dalle immagini sottostanti.

In questo caso infatti un pixel dello standard FULL HD ha il 28,4% dell'area di un pixel dello standard PAL, avendo un lato che equivale al 53,3% del lato di quest'ultimo. Per un pixel dello standard HALF HD (HD READY) le percentuali diventano il 64% per l'area e l'80% per il lato.

Altri fattori importanti per la qualità

Esistono sul mercato diverse tipologie di telecamere che si differenziano per la risoluzione che utilizzano per la registrazione (720p e 1080i tra le più comuni) ma un altro fattore importante per determinare la qualità di una registrazione digitale è il Bitrate, ovvero la quantità di bit utilizzati per memorizzare ogni fotogramma del filmato; per gli apparecchi di classe domestica si aggira intorno ai 12/15 Mb/s utilizzando lo standard di registrazione/compressione MPEG-2.

Il sistema di connessione con cui è possibile connettere una videocamera o un lettore al monitor o al videoproiettore si differenzia tra SDI e Component HD. Nei sistemi di montaggio non-lineare è possibile utilizzare lo standard Firewire.

Come sfruttare l'HDTV

I notevoli miglioramenti dell'alta definizione sono apprezzabili solo se si possiede un intero set HDTV, vale a dire sia televisore che decoder per ricevere le trasmissioni ad alta definizione trasmesse dalle emittenti televisive, o un lettore ottico di dischi ad alta definizione come dal 2006 sono il Blu-ray e HD DVD. In caso contrario, se si tentasse cioè di visualizzare un contenuto HDTV con un televisore tradizionale, non si noterebbero miglioramenti nella definizione, in quanto il vantaggio fondamentale dell'alta definizione risiede proprio nella maggiore risoluzione del segnale video, circa quattro volte quello di un normale DVD.

C'è molta poca chiarezza nella maggior parte dei produttori circa le effettive caratteristiche tecniche di un televisore che abbia supporto all'alta definizione. Non è detto che un display di elevata diagonale, con tecnologia TFT o plasma, sia una soluzione HD. Per dare un minimo di sicurezza al consumatore, esistono i sigilli "HD ready", "HD TV", "HD ready 1080p" ed "HD TV 1080p", stabiliti della EICTA (European Information, Communications and Consumer Electronics Industry Technology Association), che in teoria dovrebbe dare la garanzia che un televisore sia in grado di visualizzare contenuti HD (ma nei negozi si sono visti televisori con questo sigillo, le cui caratteristiche tecniche non lo permettono). Il sigillo HD Ready dovrebbe garantire che il televisore:

  • abbia una risoluzione verticale fisica di almeno 720 righe
  • disponga di (almeno) una presa analogica YUV (Component)
  • disponga di (almeno) una presa digitale (DVI o HDMI) protetta dal sistema HDCP
  • sia in grado di visualizzare contenuti con i formati 720p e 1080i.

Viceversa nè "HD Ready" nè "HD Ready 1080p" garantiscono che l'apparecchio riceva via etere o satellite stazioni televisive in HD (720p o 1080i): per questa caratteristica il sigillo deve essere "HD TV" o "HD TV 1080p".

Cenni storici e prossimi sviluppi

L'idea dell'alta definizione esiste già da alcuni decenni (c'è stato un sistema francese in bianco e nero a 819 linee elaborato dopo la Seconda guerra mondiale e terminato nel 1986 per la difficile compatibilità nei televisori a colori e con gli altri sistemi 625/25 continentali) e furono elaborati anche diversi standard per la trasmissione televisiva in HDTV.

In Giappone la vera avventura della HDTV iniziò nel lontano 1968, quando il Dr. Takashi Fujio, direttore dei Laboratori di Ricerca della NHK, l'ente televisivo pubblico giapponese, ritiene che la tecnologia televisiva, ancorché analogica, abbia raggiunto sufficiente maturità per passare dal tradizionale “piccolo schermo” al grande schermo cinematografico. Dà quindi avvio ad una ricerca per un sistema di “electronic film”, basato su immagini a definizione più elevata di quella consentita allora dai sistemi televisivi. Si conviene che l'immagine deve:

  • essere composta da più di 1000 righe attive
  • avere un rapporto base/altezza di almeno 5:3 (widescreen)

In tali condizioni, uno spettatore in grado di osservare lo schermo sotto un angolo orizzontale >40° perde la percezione del suo bordo e vive con più partecipazione la vicenda raccontata (effetto cinema).

Nel 1980 La NHK mette a punto il sistema Hi-Vision analogico a 1125 righe (totali), formato 5:3, 60 semiquadri/sec 1125/60i/5:3 (1.66:1, corrispondente al formato dello European Widescreen e della variante minima dello Vista Vision). Si costruiscono anche prototipi di una telecamera, un videoregistratore, un tape-to-film transfer, un film-to-tape transfer (telecinema).

Nel novembre 1981, con le prime riprese sperimentali eseguite a Venezia, la RAI inizia, insieme alla NHK ed alla CBS, una sperimentazione del sistema Hi-Vision. Installati tali prototipi su un mezzo di ripresa, produce a Venezia “Arlecchino”, una breve fiction con regia di Giuliano Montaldo e luci di Vittorio Storaro.

Nel 1981 la SMPTE crea l'HDTV Electronic Production Working Group che sancisce il sistema analogico 1125/60i/16:9 SMPTE 240M.

Nel 1983 La Sony produce i primi apparati di produzione in HD con lo standard 1125/60i/5:3 (1125 linee di definizione/scansione 60hz/aspect ratio 5:3); si tratta della linea HDVS: camera HDC-100, videoregistratore HDV-100, tape-to-film transfer EBR, mixer video HDS-100 e videoproiettore HDI-120. Per sperimentarli, la RAI produce la mini-fiction “Oniricon” con regia di Enzo Tarquini, il tutto in preparazione della produzione di un vero film.

Nel 1987 la NHK irradia le prime trasmissioni analogiche in HDTV via satellite utilizzando il sistema di compressione analogica MUSE (Multiple Sub-nyquist sampling Encoding). Lo stesso anno la RAI, in co-produzione con la CBS e la United Artists, produce “Julia & Julia” il primo film elettronico al mondo, con Sting e Kathleen Turner, luci di Giuseppe Rotunno, regia di Peter Del Monte. In tale produzione viene impiegata la video-camera Sony HDC-300 di 2ª generazione con prestazioni più cinematografiche, risultato delle prime sperimentazioni. Lo standard HD è sempre Hi-Vision 1125/60/i però col definitivo formato di immagine 16:9 (5.33:3 / 1.78:1); da qui in poi si utilizzerà il protocollo SMPTE SMPTE 240M (1125/60i/16:9).

la Commissione Europea (ECC), con la approvazione dei 12 paesi membri, lancia il progetto Eureka 95 (EU-95) per una HDTV europea col nuovo standard analogico 1250/50i/16:9 (1250linee / 50hz / aspect ratio 16:9).

Partecipano al progetto broadcasters (BBC, ARD, RAI, RTVE, ORF, …) e costruttori (Philips, Thomson, BTS, Seleco, Nokia, etc.). Alla Riunione Plenaria del CCIR (tenuta nel maggio 1986 a Dubrovnik), la battaglia fra i due standard, quello giapponese (1125/60i/16:9) sostenuto dagli USA, e quello europeo (1250/50i/16:9) si traduce in un pareggio. Nel 1987 l'industria europea produce apparati di produzione HD anche con lo standard analogico 1250/50i16:9: camera BTS KCH-1000, videoregistratore BTS BCH-1000. Anche la Thomson produce camere HD e per registrare usa coppie di VTR digitali D1. L'italiana Seleco produce il videoproiettore HDFP-1250 tritubo CRT interamente europeo. Per sperimentarli, i broadcaster europei realizzano molte riprese (fiction, documentari, concerti, sport) diffondendole via satellite a più punti di visione in occasione di mostre, congressi e presentazioni con il sistema analogico di compressione HD-MAC.

Nel 1987 RAI produce “Un bel dì vedremo”, la sua prima mini-fiction col sistema europeo analogico 1250/50i/16:9. Seguono negli anni successivi altre produzioni sperimentali: “Capitan Cosmo” con Walter Chiari, “Allegro con brio”, “Incontrando Robot”, “Il cielo in una stanza”. Nel 1990 un consorzio formato da RAI, Telettra, RTVE e Politecnico di Madrid, nell'ambito del progetto europeo EUREKA 256 (EU-256), mette a punto un sistema di compressione digitale HDTV basato sull'algoritmo DCT (Discrete Cosine Transform), da cui nascerà cinque anni più tardi lo standard di compressione MPEG-2.

Il sistema viene dimostrato durante i Mondiali di Calcio Italia 1990 diffondendo ad 8 sale di visione italiane le immagini in alta definizione riprese nei campi di calcio con i sistemi HDTV 1125/60i/16:9 e 1250/50i/16:9 e trasmesse via satellite Olympus. I grossi gruppi industriali europei capiscono l'importanza della compressione digitale, ma non sono ancora pronti: nel progetto europeo EU-95 si prosegue con l'impiego della compressione analogica col sistema HD-MAC, mentre il gruppo Alcatel acquista dalla FIAT la Telettra e trasferisce nelle sue fabbriche americane lo studio della compressione digitale. Il sogno RAI si arresta bruscamente.

Sempre nel 1990 la CEE crea Vision-1250 con lo scopo di fornire un sostegno tecnico-produttivo in 1250/50i/16:9 a broadcaster e produttori europei. I costruttori Thomson, Philips e BTS, oltre a Seleco ed altre ditte europee, forniscono gli apparati necessari alla creazione di una “flotta di ripresa” Vision-1250, forte di circa 20 mezzi attrezzati. Altri mezzi di ripresa vengono messi in campo dai broadcaster europei (RAI, BBC, SFP, RTVE, WDR, BR, YLE, ecc.), con uno sforzo considerevole del mondo tecnico europeo.

Il 1992 è l'anno dei Giochi Olimpici: l'XVI Olimpiade Invernale ad Albertville, Olimpiadi estive a Barcellona. Per entrambi Vision 1250 ed NHK effettuano una copertura HDTV con i rispettivi sistemi. Ma nubi dense si stanno addensando sul neonato progetto EU-95 per il sistema HDTV 1250/50i/16:9. Dopo le Olimpiadi, in seno alle autorità europee cresce la perplessità sulla opportunità di pro-seguire la sperimentazione di un sistema HD europeo analogico. E ciò per molteplici ragioni: gli elevati costi dell'operazione (condotta ancora con sistemi analogici), lo scarso favore presso il pubblico per l'indisponibilità di schermi televisivi di grandi dimensioni (oggi invece in commercio) e le difficoltà nel trasporto e trasmissione dei segnali HDTV affidati ancora a sistemi di compressione analogici.

Nel 1982, negli USA, un comitato congiunto, formato da Electronic Industries Alliance (EIA), Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE), NAB, NCTA e SMPTE, crea l'Advanced Television System Committe) (ATSC, organizzazione volontaria e non-profit per lo sviluppo di un sistema avanzato TV. Nel 1987 La Federal Communications Commission (FCC), numerose università e gruppi di ricerca individuano 23 possibili sistemi HDTV. Nel 1993 il FCC Advisory Committee decide di prendere in considerazione solo sistemi digitali di HDTV, sollecitando le 4 ditte proponenti a riunirsi in una Digital HDTV Grand Alliance. Nel 1995 La “Grand Alliance” propone un HDTV “advanced television terrestrial broadcasting system” come concordato fra i membri. Tale proposta è trasformata dalla ATSC nella norma A/53 per uno standard digitale che prevede: sistemi HDTV (1080 x 1920, 720 x 1280 active line/active samples-per-line) e sistemi SDTV (TV a definizione standard 480 x 720 ). Nel 1996 la SMPTE sancisce ed emette gli standard: SMPTE 274M - norme 1080/50i/16:9 (Eu) e 1080/60i/16:9 (USA)- e SMPTE 296M - norme 720/50p/16:9 (Eu) e 720/60p/16:9 (USA). L'anno successivo la FCC decide di assegnare alla trasmissione digitale terrestre TV (DTTV) i cosiddetti “taboo channels” adiacenti ai canali già usati e lasciati liberi per evitare interferenze fra di essi. Oltre alla A/53 vengono emesse altre norme per la televisione satellitare direct-to-home (A/81), per la trasmissione dati (A/90), per la compressione audio AC3 (A/52), ecc. Nel mese di novembre 1998 hanno inizio le prime trasmissioni DTV comprendenti HDTV e SDTV secondo un calendario stabilito dalla FCC.

Per l'Europa è del 2003 la nascita dell'idea di un Digital Cinema (DC), vero “cavallo di Troia” per il mondo cinematografico con la proposta di 24 fps (in luogo dei 50hz o 60hz della TV), costituisce anche una forte sferzata per il mondo televisivo e produttivo. I broadcaster europei prendono coscienza che il DC offre importanti opportunità e in particolare di poter disporre di un “common format” in DC con cui creare prodotti top destinati ad una lunga vita (fiction, documentari, ecc.) per i quali la conservazione è ancora oggi affidata alla pellicola 35mm, ma anche di poter disporre di una “scalabilità di formato”, potendosi ricavare dal master in DC copie destinate ai mercati con minore definizione (SDTV, DVD, VHS, ecc.). Al tempo stesso, esso costituisce una minaccia, potendo aggirare la diffusione TV con la distribuzione di supporti preregistrati (home-cinema).

Nel 2004 la società belga Alfacam dà inizio a regolari trasmissioni HDTV col satellite Astra, con la rete Euro1080 (utilizzando il sistema 1080/50i/16:9) battendo sul tempo i broadcaster e le autorità europee. Inizia col canale HD1 a cui poi seguono HD2 e HD5. La produzione necessaria a riempire questi canali è fornita anche dalla flotta di ripresa Alfacam che copre importanti manifestazioni, dal “Victory Day” a Mosca a vari eventi culturali e sportivi (nel febbraio 2006 un considerevole gruppo di tali mezzi coprirà in HD la XX Olimpiade Invernale di Torino).

Sempre nel luglio 2004, sotto la pressione crescente di gruppi industriali europei interessati al lancio della HDTV, il Ministero dell'Industria francese crea un HD Forum e quest'anno il Consiglio dell'Unione Europea, col supporto della Commissione Europea, ha organizzato il 7 giugno in Lussemburgo alla presenza di 300 rappresentanti decisionali (governi e settori privati) una Conferenza Europea sulla Televisione ad Alta Definizione. In tale conferenza la EBU (European Broadcasting Union) ed il “Digital Interoperability Forum” annunciano la creazione di un HDTV European Forum.

La DCI (il gruppo di ricerca costituito dalle major di Hollywood) propone nel luglio 2005 le specifiche dei due formati: 4096x2160 (4K) e 1920x1080 (2K), ora in via di normazione da parte della SMPTE. In Europa opera già da tempo lo EDCF (European Digital Cinema Forum). Intento l'industria televisiva di consumo si dichiara pronta a immettere sul mercato apparati HDTV (ricevitori MPEG-4 AVC e lettori DVD) certificandoli col marchio HD ready. Al Satexpo di Vicenza (ottobre 2005) vengono presentati HD Council Italia (associazione nata per promuovere la diffusione dell'Alta Definizione in Italia) e HD Forum Italia (gruppo di lavoro e coordinamento sulle nuove tecnologie dell'alta definizione costituito presso la Fondazione Bordoni). Questi si uniscono ai Forum nazionali inglese (UK HD Forum emanazione del DTG, Digital Television Group), tedesco (German HD Forum - emanazione della Deutsche TV Platform), oltre che spagnolo, portoghese, svedese, belga e olandese. Gli standard in predicato per una HDTV europea sono:

  • SMPTE 296M : 720/50p (1280x720 pixel)
  • SMPTE 274M : 1080/50i (1920x1080 pixel)

Entrambi comportano un bit-rate pari a :

  • in SDI (senza compressione) = 1.5 Gbps
  • con compressione MPEG-2 = 18 Mbps
  • con compress. MPEG-4 AVC = 9 Mbps

Ma è già pronto in laboratorio uno standard 1080/50p che comporterebbe però un bit-rate doppio. Questi standard HDTV utilizzano tutti, come di consueto, l'aspect ratio 16:9 e la codifica audio AC3 5.1 canali.

Negli ultimi anni l'HDTV ha ricevuto una maggiore importanza, soprattutto per due motivi:

  • I televisori LCD e plasma con schermi di grandi dimensioni e i videoproiettori digitali, stanno diminuendo di prezzo, specie i primi.
  • La trasmissione digitale è molto più efficace di quella analogica.

Negli Stati Uniti d'America il HDTV trasmesso in modo digitale (via sistema ATSC) esiste da alcuni anni come anche in Giappone (sistema ISDB).


Il decoder SKY HD prodotto da PACE

Il decoder SKY HD prodotto da PACE

In Europa i tempi per l'introduzione si sono allungati, perché si è deciso di usare tecnologie più avanzate per le trasmissioni HDTV (MPEG-4 H.264 invece di MPEG-2 per il video e DVB-S2 invece di DVB-S per la trasmissione via satellite). Solo da gennaio 2006 sono disponibili ricevitori HDTV per satellite che supportano queste tecnologie.

Nel 2005, in occasione dell'Expo tenuta in Giappone, la tv NHK ha presentato un evoluzione dell'HD, l'Ultra Alta Definizione.

Le prime trasmissioni europee HDTV MPEG-4 via DVB-S2 sono cominciate nel novembre del 2005 dai canali tedeschi "Premiere" (criptata) e Sat1/ProSieben (FTA). Nel frattempo sono iniziate anche altre trasmissioni HDTV, la maggior parte ancora di tipo dimostrativo o di prova, spesso ancora con video MPEG-2 invece di MPEG-4. I grandi network televisivi europei (Sky, BBC, Canal+, ...) hanno lanciando le loro offerte HDTV nel corso del 2006, iniziando con gli eventi di maggior richiamo quali i campionati mondiali di calcio.

Nel 2007 le reti tv australiane Seven Network e Network Ten hanno lanciato le versioni HD dei loro canali (con alcuni contenuti esclusivi), 1 anno dopo è la volta di Nine Network.

La distribuzione di canali HDTV in Italia

In Italia la programmazione, avvenuta nel 2006, poco prima dei campionati mondiali di calcio, ha avuto il suo inizio con l'emittente in chiaro Venice Channel (canale 909 di SKY) seguita poi da SKY, con prima la trasmissione della finale di Champions League, trasmessa in modalità sperimentale, poi con le trasmissioni ufficiali dei mondiali germanici, attraverso il canale 207 di SKY, denominato allora "SKY Mondiale HD" e infine con l'offerta attuale SKY HD, con inclusi 5 canali HDTV:

  • SKY Cinema HD, canale 308 SKY
  • SKY Sport HD1, canale 207 SKY
  • SKY Sport HD2, canale 208 SKY
  • National geographic Channel HD, canale 409 SKY (versione HD del canale National Geographic Channel)
  • Next: HD, canale 150 SKY (produzione HD della FOX)

La Tv pubblica Svizzera SRG SSR idée suisse da fine 2007 ha creato un canale ad alta definizione trilingue (HD suisse) del tutto gratuito. Si potranno inoltre vedere le olimpiadi di Pechino 2008 come pure i campionati europei di calcio 2008 in alta definizione sempre gratis, unico requisito è la tessera per il satellite, ottenibile ad un prezzo modesto per i cittadini svizzeri, e di validità illimitata:

La Tv pubblica RAI ha trasmesso i giochi olimpici invernali di Torino 2006 in HDTV via satellite e, in via sperimentale, sulle frequenze terrestri nei dintorni di Torino a circuito chiuso, visibile solo in luoghi pubblici. Per il 2008,l'ente pubblico ha annunciato che nelle zone di Torino, Roma, Milano, Valle d'Aosta, Sardegna sarà possibile seguire gli Europei di calcio 2008, oltre che in analogico 4:3, anche in digitale terrestre sia 16:9 mpeg2 che in alta definizione mpeg4; nel 2009 inizierà la programmazione regolare in tale sistema nelle zone raggiunte dal digitale terrestre. La trasmissione avverrà in MPEG4 H.264 ma su piattaforma DVB-T, in attesa del passaggio nei prossimi anni alla piattaforma DVB-T2. Il segnale sarà ricevibile solo da sintonizzatori per PC e Mac, decoder DTT HD (attualmente sperimentali), decoder di Alice Home TV, decoder di Infostrada TV, decoder di Tiscali TV. Questo poiché i decoder tradizionali possono decodificare solo le trasmissioni SD in Mpeg2. A Maggio 2008 i test sono gia iniziati nell'area di Torino, e la trasmissione avviene a 720p.

Dal 1 Marzo 2007, anche Rete 4 ha iniziato dei test in HDTV trasmettendo il segnale con la tecnica del digitale terrestre nella zona di Cagliari, dov'è avvenuto lo switch-off analogico di Rete 4 e RaiDue.

Le IPTV Alice Home TV, Infostrada TV e Tiscali Tv sono compatibili col nuovo formato, ma solo la seconda offre la possibilità di ricevere SKY HD. I decoders di Alice e di Tiscali permettono la ricezione dei nuovi segnali test RAI in alta definizione, in predisposizione per la trasmissione degli Europei di Calcio.

Futuro

Mentre il formato HDTV si sta diffondendo nei mercati, nei laboratori di ricerca si stanno sviluppando i successori. Ci sono in progetto sistemi come SHD (Super High Definition), detto anche "4k", con una risoluzione di 3840x2160 pixel (quattro volte i dati di un sistema Full HD) e anche di UHDV (Ultra Alta Definizione), sistema tutt'ora in via sperimentale elaborato in Giappone, il quale prevede una risoluzione di 7680x4320 pixel (16 volte i dati di un sistema Full HD). Tutti questi nuovi standard prevedono, come aspect ratio, l'uso del 16:9. Mentre il progetto SHD si prevede che venga (almeno inizialmente) destinato alle sale cinematografiche, il progetto UHDV sarebbe destinato all'ambito domestico. Il progetto SHD dovrebbe essere introdotto nel giro di qualche anno mentre per il progetto UHDV si prevedono tempi molto lunghi, NTT DoCoMo prevede la commercializzazione nel 2025 circa.




Fonte: Wikipedia
Postato da Matteo Grillo il Mercoledì, 23 luglio @ 12:19:23 CEST (1241 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 4.5)
Le Guide: Piccola guida al Wi-fi

Le guide Wi-Fi, abbreviazione di Wireless Fidelity, è un termine che indica dispostitivi che possono collegarsi a reti locali senza fili (WLAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11. Un dispositivo, anche se conforme a queste specifiche, non può utilizzare il logo ufficiale Wi-Fi se non ha superato le procedure di certificazione stabilite dal consorzio Wi-Fi Alliance (Wireless Ethernet Compatibility Alliance), che testa e certifica la compatibilità dei componenti wireless con gli standard 802.11x (della famiglia 802.11). La presenza del marchio Wi-Fi su di un dispositivo dovrebbe quindi garantirne l'interoperabilità con gli altri dispositivi certificati, anche se prodotti da aziende differenti.

 

Wi-Fi logo

 

Architettura

Le reti Wi-Fi sono infrastrutture relativamente economiche e di veloce attivazione e permettono di realizzare sistemi flessibili per la trasmissione di dati usando frequenze radio, estendendo o collegando reti esistenti ovvero creandone di nuove.
L'architettura internet è del tutto simile ai tradizionali ISP che forniscono un punto di accesso (il PoP) agli utenti che si collegano da remoto. La fonte di connettività a banda larga può essere via cavo (ADSL o HDSL), oppure via satellite. Oggi esistono connessioni a internet satellitari bidirezionali, che consentono alte velocità di trasferimento dei dati sia in download che in upload. La trasmissione satellitare ha tempi di latenza di gran lunga maggiori di una normale connessione ADSL, pertanto sarebbe errato parlare di "ADSL satellitare" (il tempo di attesa perché inizi l'invio dei pacchetti, detto tempo di latenza, è dell'ordine di 1-2 secondi, a fronte dei pochi centesimi di secondo necessari per iniziare il download di un file o di una pagina web). A partire dalla fonte di banda, si può espandere la rete attraverso la tecnologia Wi-Fi. L'installazione delle antenne è semplice. Si tratta di antenne piccole: normalmente sono scatolotti larghi circa 20 cm e spessi qualche centimetro, ma possono essere anche più piccole.

Tipo di copertura

Le coperture di queste antenne sono fondamentalmente di due tipi: omnidirezionali e direttive. Le antenne omnidirezionali vengono utilizzate di norma per distribuire la connettività all'interno di uffici, o comunque in zone private e relativamente piccole. Oppure, con raggi d'azione più grandi, si possono coprire aree pubbliche (come aeroporti, centri commerciali, ecc.). Con le antenne direttive è invece possibile coprire grandi distanze, definibili in termini di chilometri, e sono utili proprio per portare la banda larga nei territori scoperti dalla rete cablata. In questo caso, è possibile aggregare più reti in un'unica grande rete, portando la banda in zone altrimenti scollegate. Le antenne wi-fi generalmente sono parabole poste sui tralicci della corrente elettrica e dietro i campanili (che tipicamente sono i punti più alti nel paesaggio nazionale). Ciò evita un onere elevato per la costruzione di torrette dedicate. Le antenne delle singole case sono poste sui tetti. È importante porre in alto i trasmettitori perché in assenza di barriere in linea d'aria il segnale dell'access point copre distanze di gran lunga maggiori. Le antenne direttive che amplificano il segnale dell'access point, a parità di distanza in cui è ricevibile il segnale, sono utilizzabili da più utenze se poste in alto. Con un access point è possibile coprire con banda larga fino a una distanza di 300 metri teorici (uso domestico) se non vi è alcuna barriera in linea d'aria. In presenza di muri, alberi o altre barriere il segnale decade a 150 metri. Tuttavia, con 2-3 antenne direzionali dal costo ancora inferiore la copertura dell'access point sale a 1 km. Il segnale delle antenne direzionali, diversamente da quello dell'access point, è sufficientemente potente (in termini di Watt di potenza trasmissiva) da mantenere lo stesso raggio di copertura di 1 km, inalterato anche in presenza di barriere in linea d'aria. Una buona rete è capillare (molti access point, antenne che ripetono il segnale) ed è standardizzata. Conta meno lo standard wireless utilizzato (l'evoluzione della tecnologia, col superamento dello standard e mancata interoperabilità con le nuove reti, è un fattore messo in conto nella progettazione delle reti).

Protocolli

Alcune reti si affidano al protocollo OLSR oppure a OSPF, come il network Wireless Leiden. La maggior parte utilizza software open-source, o pubblica il suo set-up di configurazione sotto licenza open source (come GPL o Creative Commons, di recente riconosciuta da apposita legge in sede UE). Il protocollo HiperLan lavora su frequenze di 2.4 gigahertz e 5.4 gigahertz (nel caso di HiperLan 2), utilizza un software diverso come protocollo e copre un raggio di 2-3 km dall'antenna con potenze d'emissione dell'ordine dei decimi di watt (come quelle dell'antenna di un telefonino). Esistono antenne che lavorano su frequenze del wi-fi e di HiperLan, aumentando in questo modo la copertura. Con una serie di rilanci successivi che mettono in serie un certo numero di antenne HiperLan si coprono fino a 20 km teorici e 11 effettivi.

Diffusione

Accessi wi-fi sono disponibili in aeroporti, stazioni ferroviarie, internet cafè sparsi per il mondo. In Europa è diffusa la rete dei "Totem Freestation". Esistono anche città, gruppi o singoli individui che hanno costruito reti wi-fi adottando un regolamento comune per garantirne l'interoperabilità (http://www.freenetworks.org/peering.html). Nella wireless community network è disponibile un elenco mondiale delle reti wi-fi. È infine in via di rapida espansione l'iniziativa FON, che punta a costituire una grande community wi-fi mondiale consentendo l'accesso ad internet sia ai membri della stessa community (quando si trovano in viaggio), che ad utenti occasionali, dietro pagamento di un corrispettivo minimo.

Il Wi-Fi e le reti civiche italiane

Negli ultimi anni, alcune province e amministrazioni comunali hanno avviato progetti per la realizzazione di reti civiche con tecnologia Wi-Fi. Tipicamente le reti realizzate sono di proprietà pubblica, mentre la loro gestione è affidata ad un concessionario privato. [1] Le reti collegano le pubbliche amministrazioni del territorio locale e forniscono un accesso diffuso alla banda larga in quelle zone in cui gli operatori nazionali non intendono investire per via degli alti costi (es. territori montuosi).

Vantaggi e svantaggi del wi-fi

Vantaggi:
  • Molte reti riescono a fornire la cifratura dei dati e il roaming potendosi spostare dalla copertura di un access point ad un altro senza una caduta della connessione internet, al di fuori del raggio di azione che delimita un hot-spot.
  • Diversamente dal cellulare, l'esistenza di uno standard certificato garantisce l'interoperabilità fra apparecchio e rete anche all'estero, senza i costi della cablatura (essendo tecnologia wireless) per una più rapida e facile installazione ed espansione successiva della rete.
  • La presenza di parecchi produttori ha creato una notevole concorrenza abbassando di molto i prezzi iniziali di questa tecnologia.
Svantaggi:
  • Il tempo di latenza delle schede wi-fi è leggermente superiore a quelle basate su cavo con una latenza massima nell'ordine di 1-3 ms (per cui questo particolare è trascurabile, a differenza delle connessioni GPRS/UMTS che hanno latenze nell'ordine di 200-400 ms).
  • Uno svantaggio delle connessioni wi-fi 802.11a/g può essere la stabilità del servizio, che per via di disturbi sul segnale talvolta può essere discontinua (il segnale può ad esempio essere disturbato da forni a microonde nelle vicinanze che quando sono in funzione disturbano la frequenza operativa di 2,4-2,5 Ghz).

Wi-fi e riservatezza

La maggior parte delle reti wi-fi non prevede alcuna protezione da un uso non autorizzato. Questo è dovuto al fatto che all'atto dell'acquisto le impostazioni di default non impongono all'utente l'utilizzo di nessun metodo di protezione (di conseguenza l'utente medio non le modifica o per ignoranza o per comodità). Questo ha portato al proliferare in zone urbane di un numero considerevole di reti private liberamente accessibili. A volte accade di utilizzare reti altrui senza autorizzazione, se esse hanno un livello di segnale più forte della propria. Questo comporta problemi di sicurezza nel caso vengano trasmessi dati sensibili o personali (numeri di carte di credito, numeri telefonici, coordinate bancarie). I metodi per evitare utilizzi non autorizzati sono nati di pari passo con lo sviluppo di nuove tecnologie e la "rottura" di algoritmi precedenti. Il primo sistema sviluppato è stato il WEP, Wired Equivalent Protocol che però soffre di problemi intrinsechi che lo rendono, di fatto, inutile. È possibile sopprimere la trasmissione dell'SSID di identificazione oppure limitare l'accesso a mac address ben definiti, però sono metodi facilmente aggirabili. Per sopperire ai problemi del WEP sono stati inventati il protocollo WPA ed il WPA2 che offrono livelli di sicurezza maggiori. Per avere un livello di sicurezza maggiore è però necessario implementare sistemi di autenticazione ad un livello della pila ISO/OSI superiore. Essi possono essere l'autenticazione basata su radius server, la creazione di tunnel PPPoE o di VPN crittografate. Ovviamente il miglior metodo di protezione rimane contenere la propagazione delle onde radio dove non necessarie. Questo si può attuare limitando via software la potenza di trasmissione, oppure utilizzando antenne con un lobo di radiazione indirizzato esclusivamente alle zone dove serve connettività.

Prospettive future del wi-fi

Per i bassissimi costi della tecnologia, il wi-fi è la soluzione principale per il digital divide, che esclude numerosi cittadini dall'accesso alla banda larga. Wi-fi è usato da anni in tutto il mondo per portare connettività veloce nelle zone isolate e nei piccoli centri. Negli USA (laddove l'UMTS si è rivelato un fallimento, che ha messo in luce l'esigenza di non intervenire solo sui protocolli e sul software, ma di un investimento ben più consistente per aggiornare un'infrastruttura ventennale obsoleta), si è sperimentata anche un'integrazione con la telefonia mobile dove il wi-fi dovrebbe sostituire le vecchie antenne GSM/GPRS/UMTS, con una nuova rete in grado di dare le velocità sperate e i servizi di videotelefonia. Ci sono prospettive di integrare fonia fissa e mobile in un unico apparecchio che con lo stesso numero funzioni da fisso/cordless nel raggio di 300 metri da casa e oltre come un normale cellulare. Grazie al wi-fi, anche i centri più piccoli hanno spesso possibilità di accesso veloce ad Internet, pur non essendo coperti da ADSL. In molti sostengono che i dispositivi Wi-Fi sostituiranno i telefoni cellulari e le reti GSM. Nel futuro più prossimo, costituiscono ostacoli a questo fatto: l'impossibilità del roaming e delle opzioni di autenticazione (802.1x, SIM e RADIUS), la limitatezza dello spettro di frequenze disponibili e del raggio di azione del Wi-Fi. Molti operatori iniziano a vendere dispositivi mobili per accedere a internet, che collegano schede wireless dei cellulari e ricevitori wi-fi per trarre benefici da entrambi i sistemi. Ci si attende che in futuro i sistemi wireless operino normalmente fra una pluralità di sistemi radio. Talvolta, il termine 4G è utilizzato per indicare wi-fi, a causa del fatto che la larghezza di banda e le prestazioni sono analoghe a quelle promesse dagli standard dei telefoni 3G.



Fonte: OS wikypedia
Postato da Matteo Grillo il Martedì, 11 marzo @ 09:30:47 CET (2204 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 5)
Le Guide: Alla scoperta del Core 2 Quad di Intel

Le guide Core 2 Quad è il nome commerciale di un processore che Intel ha presentato a gennaio 2007, come variante "economica" dei primi processori a 4 core Core 2 Extreme, basati sulla nuova architettura Intel Core Microarchitecture.

Intel intende utilizzare questa versione come "porta d'ingresso" ai processori a 4 core indirizzati a tutto il mercato e non solo agli appassionati che storicamente sono gli unici ad essere attratti dalla versione Extreme.




Kentsfield

Kentsfield è stato il primo esponente della famiglia Core 2 Quad. Si tratta di un processore costruito a 65 nm realizzato unendo 2 CPU Conroe che sono dual core.

Yorkfield

Dopo Kentsfield arriverà Yorkfield agli inizi del 2008. La principale differenza rispetto a Kentsfield risiederà nel processo produttivo che diventerà quello a 45 nm.

Bloomfield

Se le caratteristiche di Bloomfield rimarranno quelle annunciate fino a questo momento, molto probabilmente sarà il primo processore a 4 core basato sulla futura architettura Nehalem. La sua presentazione è prevista per la fine del 2008.

I modelli sul mercato

La tabella seguente mostra i modelli di Core 2 Quad arrivati sul mercato. Molti di questi condividono caratteristiche comuni pur essendo basati su diversi core; per questo motivo, allo scopo di rendere maggiormente evidente tali affinità e "alleggerire" la visualizzazione alcune colonne mostrano un valore comune a più righe. Di seguito anche una legenda dei termini (alcuni abbreviati) usati per l'intestazione delle colonne:

  • Nome Commerciale: si intende il nome con cui è stato immesso in commercio quel particolare esemplare.
  • Data: si intende la data di immissione sul mercato di quel particolare esemplare.
  • Socket: lo zoccolo della scheda madre in cui viene inserito il processore. In questo caso il numero rappresenta oltre al nome anche il numero dei pin di contatto.
  • N°Core: si intende il numero di core montati sul package: 1 se "single core" o 2 se "dual core".
  • Clock: la frequenza di funzionamento del processore.
  • Molt.: sta per "Moltiplicatore" ovvero il fattore di moltiplicazione per il quale bisogna moltiplicare la frequenza di bus per ottenere la frequenza del processore.
  • Pr.Prod.: sta per "Processo produttivo" e indica tipicamente la dimensione dei gate dei transistors (180 nm, 130 nm, 90 nm) e il numero di transistor integrati nel processore espresso in milioni.
  • Voltag.: sta per "Voltaggio" e indica la tensione di alimentazione del processore.
  • Watt: si intende il consumo massimo di quel particolare esemplare.
  • Bus: frequenza del bus di sistema.
  • Cache: dimensione delle cache di 1° e 2° livello.
  • XD: sta per "XD-bit" e indica l'implementazione della tecnologia di sicurezza che evita l'esecuzione di codice malevolo sul computer.
  • 64: sta per "EM64T" e indica l'implementazione della tecnologia a 64 bit di Intel.
  • HT: sta per "Hyper-Threading" e indica l'implementazione della esclusiva tecnologia Intel che consente al sistema operativo di vedere 2 core logici.
  • ST: sta per "SpeedStep Tecnology" ovvero la tecnologia di risparmio energetico sviluppata da Intel e inserita negli ultimi Pentium 4 Prescott serie 6xx per contenere il consumo massimo.
  • VT: sta per "Vanderpool Tecnology", la tecnologia di virtualizzazione che rende possibile l'esecuzione simultanea di più sistemi operativi differenti contemporaneamente.
  • Core: si intende il nome in codice del progetto alla base di quel particolare esemplare.


Nome Commerciale Data Socket N°Core Clock Molt. Pr.Prod. Voltag. Watt Bus Cache XD 64 HT ST VT Core
Core 2 Quad Q6600 8/gen/2007 775 4 2,4 GHz 9x 65 nm
582 mil.
1,35 V 95-105 W 1066
MHz
L1=4x64KB
L2=2x4MB
No Kentsfield
Core 2 Quad Q6700 16/lug/2007 2,66 GHz 10x

Fonte wikypedia
Postato da Matteo Grillo il Giovedì, 31 gennaio @ 10:39:03 CET (1322 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 4)
Le Guide: Differenze fra socket AM2 e socket AM2+

Le guide Socket AM2+, evoluzione del Socket AM2, è stato introdotto da AMD con la sua piattaforma Spider congiuntamente con i nuovi processori AMD Phenom che sfruttano appieno le nuove caratteristiche di questo Socket.

Il Socket AM2+ è costituito da 940pin ed è di tipo PGA-ZIF supporta, tra le nuove tecnologie, il bus Hyper Trasport 3.0 (fino a 3.6GHz) e memorie DDR2 fino a 1066MHz. Il bus di sistema per le CPU resta pari a 200MHz.




La novità più rilevante di questo socket è quella di essere perfettamente retrocompatibile con tutti i processori per Socket AM2 e di essere compatibile anche con i futuri processori per Socket AM3 (a patto di rinunciare al supporto per memorie DDR3, che tuttavia oltre ad essere molto più costose non portano miglioramenti di performance).

I processori utilizzati
Il Socket AM2+ supporta le seguenti CPU:

AMD SEMPRON 90nm per Socket AM2 (tutte le frequenze)
AMD SEMPRON 65nm LE-1xxx per Socket AM2 (tutte le frequenze)
AMD ATHLON 64 90nm per Socket AM2 (tutte le frequenze)
AMD ATHLON 64 65nm LE-1xxx per Socket AM2 (tutte le frequenze)
AMD ATHLON X2 90nm per Socket AM2 (tutte le frequenze)
AMD ATHLON X2 90nm EE per Socket AM2 (tutte le frequenze)
AMD ATHLON X2 65nm per Socket AM2 (tutte le frequenze)
AMD ATHLON X2 65nm BE-2xxx per Socket AM2 (tutte le frequenze)
AMD PHENOM X4 65nm (tutte le frequenze)

E supporterà i futuri:


AMD PHENOM X3 65nm (tutte le frequenze)
AMD PHENOM X2 65nm (tutte le frequenze)
AMD PHENOM 45nm (tutte le frequenze)

Tutti i futuri processori per Socket AM3
Postato da Matteo Grillo il Mercoledì, 23 gennaio @ 16:02:21 CET (2643 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 4.5)
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